Quale soluzione adottare per il tuo MVP
Ultimamente mi capita spesso, in consulenza, soprattutto quando siamo a supporto di nuove start-up, che mi venga chiesto quale sia l’approccio più utile nello sviluppo di un MVP.
Oggi abbiamo la possibilità di poter adottare differenti approcci, framework e linguaggi, il cui corretto mix può comportare la riuscita o il fallimento di un progetto di sviluppo.
Come possiamo quindi scegliere il giusto stack tecnologico? Come possiamo definire quale sia il CMS più adatto alla gestione dei contenuti del nostro cliente? O ancora, possiamo sostituire completamente lo sviluppo di soluzioni personalizzate con un buon mix di strumenti no-code e low-code?
Come avrete intuito, non esiste una soluzione valida per tutti gli scenari. Si può però provare a definire una sorta di check-list, un metodo, che ci permetta di orientarci tra le varie soluzioni in modo efficace. Vi riporto di seguito alcuni dei parametri che teniamo in considerazione nello sviluppo di un nuovo progetto.

Budget
Non prendiamoci in giro. Non possiamo costruire una Ferrari con il budget di una mini-car 50. non avere un budget definito per la parte di sviluppo ci porterà a realizzare nel migliore dei casi un prodotto incompleto e non utilizzabile.
Un punto di partenza potrebbe essere: più basso è il budget minori saranno le soluzioni tailor made impresentabili, maggiore sarà la possibilità di dover ricorrere a tool low-code e no-code

Tempi
Il time to market è spesso una variabile fondamentale per una start-up, ma, per quanto si voglia parallelizzare le risorse, non tutte le attività possono essere sviluppate in contemporanea. Molte volte inoltre, la fase di design dell’esperienza in una fase di MVP viene sottovalutata. Invece è proprio in questa fase che l’esperienza diviene fondamentale. Se il nostro prodotto deve fare una sola cosa, quella determinata cosa la deve fare in modo memorabile. In casi quindi di tempi estremamente stretti si potrebbe addirittura scegliere di non procedere allo sviluppo, ma di presentare, ad esempio in fase di pre-seed, un prototipo navigabile, sfruttando tool come Figma, Protopie e Framer.

Scalabilità
Di solito, uno degli imperativi delle start-up è quello di scalare rapidamente il proprio prodotto, gestendo grossi picchi di crescita. Di per sé quindi, sarebbe sempre opportuno partire da una soluzione personalizzata da far crescere con il crescere del mercato. Ma è sempre valido questo approccio? Molte volte potrebbe essere più utile partire con una soluzione leggera, o meglio dall’unione di più soluzioni pre-esistenti per poter testare il mercato senza investire budget enormi. Questo approccio però funziona solo nel momento in cui si prevede, già in questa fase, quali potranno essere le azioni da porre in essere per permettere al progetto di scalare.

Prodotto
Last but not least, ciò che realmente fa propendere per un approccio no-code o, viceversa, per uno sviluppo custom è la natura del prodotto che la tua start-up vuole promuovere.
Un nuovo algoritmo di intelligenza artificiale che permetta di prevedere tramite specifici parametri chi vincerà il prossimo Eurovision Song Contest difficilmente sarà impresentabile con gli attuali tool no-code.
Viceversa, un e-commerce di prodotti eco-sostenibili che definisce la tua box tramite una serie di domande può essere facilmente implementato sia con CMS come Wordpress, Prestashop e Magento, sia con soluzioni no-code come Big-Commerce o Shopify.
E tu? Quali credi siano gli altri parametri da considerare per scegliere quali strumenti utilizzare?

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